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acidi grassi a catena corta

Iniziamo a 'collaborare' col nostro intestino! Può sembrare difficile da credere, ma l'intestino è l'organo più strategico per proteggere la salute del nostro intero organismo, perché rappresenta la maggiore superficie di interferenza tra il nostro corpo e il mondo esterno e quindi un luogo di contatto con sostanze sia benefiche che tossiche, compresi inquinanti chimici e biologici, capaci di danneggiarci lentamente ed inesorabilmente.

Ci deve dunque interessare, ed anche molto, la salute intestinale.

Uno dei fattori più importanti per la salute intestinale è la produzione di acidi grassi a catena corta, che avviene attraverso il metabolismo dei cosiddetti “batteri buoni”, che vivono e prolificano all'interno del nostro intestino. Gli acidi grassi a catena corta, prodotti da tali batteri, rappresentano la fonte di nutrimento principale, il 'cibo', per le cellule epiteliali intestinali (di rivestimento dell'intestino). Per tale motivo hanno un impatto fortissimo sulla salute intestinale e dell'intero organismo.

Cosa sono gli acidi grassi a corta catena?

Sono acidi grassi che, nella loro struttura molecolare, contengono non più di 6 atomi di carbonio. Tecnicamente, vengono prodotti quando il cosiddetto microbiota (l'insieme dei batteri buoni) fermenta determinati nutrienti all'interno del nostro colon. Come dicevamo in precedenza, costituiscono la fonte principale di energia per le cellule che rivestono l'intestino. In particolare, questi acidi hanno un elevato potere antinfiammatorio e rigenerante per la mucosa intestinale, oltre ad essere coinvolti in maniera significativa nel metabolismo dei grassi e dei carboidrati.

Soffermiamoci sul microbiota (o microbioma) intestinale, (parola difficile, ma concetto semplice)

La popolazione microbica intestinale, cioè l'insieme dei 'batteri buoni', costituisce uno degli ecosistemi più concentrati esistenti in natura, a tutt'oggi conosciuti. Un'altissima densità di cellule batteriche, che lavorano per noi e ci proteggono. E' stato calcolato che le cellule batteriche presenti nell'intestino di un individuo sano sono 10 volte superiori al restante numero di cellule presenti nello stesso individuo (1-2 Kg circa del nostro peso corporeo). Si calcola un totale di centomila bilioni di batteri, composti da circa 500 specie diverse che, se ben bilanciate e nutrite, contribuiscono in modo sostanziale al nostro stato di salute.

 

 

Il microbiota, allora, lo dobbiamo vedere come un vero e proprio “organo”

un organo capace di svolgere funzioni rilevanti. Ecco le principali:

- Garantire lo spessore e l'integrità strutturale della normale mucosa intestinale e quindi i processi di digestione ed assorbimento.

- Regolare la velocità di transito del bolo intestinale e quindi agire positivamente sia in caso di stipsi che di diarrea

- Interferire sulla biochimica intestinale contribuendo alla produzione locale di acidi grassi a catena corta, utilissimi a nutrire le cellule intestinali (enterociti), nonché alla conversione del colesterolo in coprostanolo, eliminato poi con le feci (da quì l'azione ipocolesterolemizzante).

- Modulare e potenziare l'attività immunitaria. In assenza di batteri intestinali, il nostro sistema immunitario funzionerebbe in misura assai ridotta esponendoci a gravi pericoli.

Gli acidi grassi a catena corta si dividono in: acido acetico, acido butirrico, acido propionico e acido valerico. Mentre tre, rispetto al nostro intestino, sono i principali fattori che influiscono sulla sintesi di questi acidi grassi a catena corta:

- il numero ed il tipo di batteri presenti

- Le fonti di cibo e quindi di nutrienti presenti

- Il tempo di transito che i nutrienti impiegano ad attraversare il nostro tubo digerente

In altre parole, per far funzionare bene l'intestino serve una gran popolazione e diversificazione di abitanti (batteri) e il cibo per alimentarli a dovere. I responsabili di tutto ciò siamo noi con le nostre scelte alimentari.

A questo punto ci interessa il come e cosa scegliere quando organizziamo la nostra tavola

Mangiare molti alimenti ricchi di fibre come la frutta (possibilmente non trattata e con la buccia), le verdure (crude o poco cotte) i legumi ed i cereali integrali; tutto ciò genera nel colon una maggiore produzione di acidi grassi a catena corta, (il 'nutrimento' per le cellule intestinali). Inoltre, la quantità ed il tipo di fibre che mangiamo influiscono anche sulla composizione della nostra flora batterica (gli abitanti/operai del nostro intestino, che producono i nutrienti per le cellule intestinali). Di seguito, vi elenco gli alimenti più utili, da questo punto di vista:

- Inulina contenuta in carciofi, aglio, cicoria, porri, cipolle, farro integrale, segale integrale, asparagi

- Fruttoligosaccaridi (FOS) contenuti in banane, cipolle, aglio, asparagi

- Amido resistente contenuto in orzo e riso integrali, legumi, banane verdi (mai gialle)

- Pectine contenute in mele, albicocche, carote e arance

- Arabinoxilano contenuto nella crusca di farro

- Grassi di qualità i quali sono rapidamente convertiti in acidi grassi a catena corta già nell'intestino tenue. Tra i grassi degni di nota citerei il famoso e un po' bistrattato burro che, se di alta qualità ed assunto in modiche quantità (una noce di burro crudo al giorno) viene rapidamente convertito in acido butirrico, che è un forte energizzante per le cellule intestinali, ma anche i formaggi, il latte intero e fresco di alta qualità e l'olio extravergine di oliva, se assunti nelle giuste dosi al fine di non eccedere l'intake calorico totale e l'apporto di colesterolo quotidiani.

- Aceto, tutti i tipi e non solo l'aceto di mele crudo vengono metabolizzati in acido acetico utilissimo all'intestino

- Cibi e bevande fermentate, tra cui, oltre lo yogurt di alta qualità, consiglierei il kefir.

Quali effetti sull'intestino e sull'intero organismo hanno gli acidi grassi a catena corta?

Celiachia, Morbo di Crohn e Rettocolite ulcerosa sono le principali malattie infiammatorie croniche intestinali. Il butirrato e anche l'acetato si sono dimostrati capaci nel lungo periodo di ridurre l'infiammazione oltre che i sintomi in queste patologie. Ma anche il semplice, fastidioso e spesso sottovalutato colon irritabile (la cosiddetta colite spastica), le allergie e le intolleranze alimentari, che di certo non ci uccidono ma possono fortemente condizionare il nostro benessere psicofisico, beneficiano del potenziamento del microbioma intestinale e del conseguente rafforzamento della struttura della parete intestinale.

E sul cancro del colon che effetto hanno?

Torniamo agli abitanti ed alla necessità di nutrirli per bene. Gli acidi grassi a corta catena hanno un ruolo rilevante nella prevenzione del cancro al colon retto. Una dieta ricca di fibre è importante, ma in assenza di ‘abitanti' ovvero dei batteri che producono butirrato essa non avrebbe effetti protettivi contro il cancro. Allo stesso modo, anche la presenza di una normale flora batterica intestinale in assenza dei giusti nutrienti e cioè di una dieta ricca di fibre risulta inefficace. Per aiutare a prevenire il cancro al colon, è necessario, quindi, che venga costantemente prodotto acido butirrico dalla fermentazione dei nutrienti perchè questo aiuta a stabilizzare la mucosa del colon, evitando infiammazioni e degenerazioni cancerose.

Acidi grassi a catena corta e diabete

Alcuni studi hanno dimostrato che sembrerebbe esserci uno squilibrio nella composizione del microbioma intestinale nelle persone con diabete mellito. È stato inoltre dimostrato che gli acidi grassi a catena corta aumentando il metabolismo enzimatico nel fegato e nei muscoli, favoriscono un miglior controllo della glicemia. Negli individui in sovrappeso ed insulino-dipendenti è stata anche rilevata un'associazione tra l'assunzione di fibre fermentate e un miglior controllo della glicemia.

Acidi grassi a corta catena e salute del cuore

L'impatto di una dieta ricca di fibre sulla salute cardiovascolare sembra in qualche modo essere correlata alla produzione di acidi grassi a catena corta da parte dei batteri intestinali probabilmente anche e non solo attraverso una riduzione della sintesi di colesterolo da parte del fegato.

Insomma, dobbiamo capire che i batteri che convivono con noi sono una parte di noi e prendercene cura è necessario alla nostra buona salute. La migliore maniera per prendercene cura consiste nell'alimentare i “batteri buoni” del nostro intestino mangiando quotidianamente quei cibi capaci di farlo. Cibi, che dovranno essere genuini e di alta qualità.

Vi esorto ad amare e nutrire i nostri 'cari batteri', tanto 'invisibili', quanto 'grandi' nostri alleati!

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