malnutrizione

monotonia alimentare

Tra i paradossi dell'epoca che viviamo vi è quello della malnutrizione. Siamo abituati ad associare la malnutrizione alle drammatiche immagini della desertificazione di vasti territori nel mondo e dei bimbi afflitti da pene indicibili. Scene raccapriccianti, che sicuramente non vorremmo più vedere. Tuttavia, qui mi riferisco alla malnutrizione nei paesi industrializzati, dove il cibo abbonda ed abbondano gli eccessi. Una malnutrizione, invisibile ed insidiosa. Vorrei coinvolgervi in questo ragionamento.

Come si mangia, oggi?

Un fattore comune è la ‘monotonia alimentare'. Si è potuto constatare come le famiglie ricorrano sempre più a regimi alimentari monotoni, basati principalmente su amidi e carboidrati complessi, proteine e lipidi di scarsa qualità. Quelle stesse famiglie, inoltre, dedicano poco tempo alla spesa quotidiana. Tanti individui, che non si preoccupano di diversificare e per questo, oltre ad esporsi all'insorgenza di patologie croniche (obesità, diabete, malattie cardiovascolari etc.), si ritrovano con maggiore frequenza in uno stato di cronica malnutrizione per carenze di micronutrienti, con conseguenti deficit ai sistemi immunitario, riproduttivo, muscoloscheletrico e nervoso centrale e periferico.

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La carenza di micronutrienti è causata, infatti, dall'incapacità di saper ruotare e variare in maniera completa la propria alimentazione, il che genera un effettivo processo di deficit nutrizionali. La monotonia alimentare, la scarsa capacità di diversificare e scegliere con cura gli ingredienti con cui ci nutriamo, costituisce un vero e proprio invisibile flagello sociale.

I risultati delle analisi sono buoni, ma c'è qualcosa che non va, nel corpo e nella mente. Perché, dottore?

Milioni di persone nel mondo industrializzato si ritrovano in sovrappeso, ma “indeboliti” nel corpo e nella mente per una forte carenza di micronutrienti nella propria dieta abitudinaria. Una malnutrizione, peraltro, non facilmente documentabile con i comuni esami ematochimici, perché spesso ad un livello normale nel sangue può corrispondere, all'interno delle cellule, una concentrazione più bassa di molecole micronutrienti. Queste carenze incidono, innanzitutto, sulla crescita, anche durante la gestazione, impedendo un normale sviluppo fisico e mentale del feto, poi del bambino, causando difficoltà mentali nell'apprendimento e dunque nella scolarizzazione, oltre che nelle sue capacità fisico/atletiche. Non credo di esagerare nell'affermare che la carenza di micronutrienti ostacola in modo sostanziale la naturale realizzazione delle potenzialità psico-fisiche di ogni individuo, oltre a causare danni al sistema immunitario, con conseguente rischio di aumento e comparsa di nuove malattie infettive e neoplastiche. Questa scarsa attenzione genera un forte impatto negativo sia sulle famiglie che sulle società, con conseguente menomazione di milioni di menti in crescita e l'abbassamento dei quozienti intellettivi e conseguente perdita su vasta scala di energie, di intelletti, di produttività e di crescita economica. Di tutto ciò i governi nazionali si occupano poco e male. E' infatti evidente che pur trattandosi di un problema personale e familiare, di uno stile di vita, o se vogliamo, di un sistema di abitudini che riguardano il singolo individuo, vi sia un forte impatto socio economico anche per tutta la comunità.

Mi fermo qui e vi anticipo che prossimamente parleremo del ruolo dei radicali liberi nei processi ossidativi nel nostro corpo. A presto!

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