senza conservanti

senza conservanti? Guardiamo oltre ciò che vediamo

i prodotti freschi sono senza conservanti?

Stiamo guardando una bella fetta d'arrosto di vitello in un banco frigo di un supermercato. E' carne rossa, un bel rosso vivo, oserei dire da appassionati gourmet, trasaliti dal dubbio ci chiediamo: “ma i prodotti freschi sono senza conservanti?” la risposta non è proprio immediata, siamo portati a credere di si, ci convinciamo e sottovoce afferiamo: “se sono freschi, sono freschi e basta!” ma troppo spesso non è così! L'amletico quesito, con o senza conservanti, vale molto anche per i freschi da banco.

 

I prodotti freschi oggi viaggiano anche per decine di migliaia di chilometri

Pensiamoci! frutta, ortaggi, carni, caseari, per ognuno di questi spesso ci sono trattamenti chimici, tanto assurdi quanto assolutamente legali. Quei prodotti se immessi nel mercato senza un corposo utilizzo di conservanti o additivi potrebbero essere soggetti ad un rapido deterioramento. Viceversa, i trattamenti industriali, consentono a quegli stessi prodotti di durare quel numero di giorni o settimane in più tale da consentire la migliore gestione logistica alla Grande Distribuzione.

 

questo vuol dire che un prodotto senza conservanti ha più rischi commerciali

Sì, per i prodotti freschi, i rischi commerciali sono molto più alti. Ormai, nella nostra epoca globale, è diffusissimo l'impiego di trattamenti chimici sugli alimenti freschi. Spesso le aggiunte chimiche, si nascondono dietro indicazioni commerciali affabulanti, ma possiamo incontrare delle sorprese. Basti pensare al grande utilizzo di aggiunte chimiche per la frutta.

 

Anche la frutta, dunque, viene trattata intensivamente?

Fece scalpore tempo fa la crisi dell'agricoltura pugliese a causa della commercializzazione di uva da tavola brasiliana sulle tavole d'Italia e mezza Europa. La Puglia che è la regione con la più alta densità produttiva di uva da tavola al mondo fu messa completamente in ginocchio per l'arrivo a bassissimo costo dell'uva brasiliana. Dall'altra parte ci trovavamo noi, consumatori ignari e distratti del vecchio continente. Consumatori che non pongono più attenzione alle cose che mangiano, consumatori che mangiano ‘genericamente', in questo caso uva da tavola. L'esempio è calzante per chiederci come abbia fatto quell'uva brasiliana a viaggiare e rimanere così piacevolmente intonsa per settimane se non con una massiccia serie di trattamenti a base di aggiunte chimiche, utilizzate in maniera intensiva certamente anche nella fase produttiva. Alcuni tra i più diffusi trattamenti intensivi adottati in agricoltura in Sud America da noi sono stati ampiamente vietati perché sono pericolosi per la salute umana. Logico, no?

Tornando alla carne, questa più è naturale più tende ad ossidarsi! il processo di ossidazione che fa scurire, immediatamente, una fetta di arrosto di vitello appena tagliato, non piace alla massaia, che vuol vedere il rosso vivo. Questo si può ottenere solo con processi artificiosi. E' solo un inganno, quindi, la carne dal colore rosso vivo! lo sanno bene gli addetti ai lavori. E' proprio il caso, allora, di dire che non tutto quel che luccica è naturale; anzi, forse è il contrario: gli alimenti senza aggiunte chimiche non luccicano affatto!

 

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commenti

  • Luca Spagnuolo

    La carne non e' mai un prodotto fresco considerando che e' soltanto un cadavere di un essere vivente.

    16/05/2016

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